OM, AUCHAN E MERCATONE UNO. LE VERTENZE CHE FANNO “SANGUINARE” IL TERRITORIO.

OM, AUCHAN E MERCATONE UNO. LE VERTENZE CHE FANNO “SANGUINARE” IL TERRITORIO.

La politica deve essere compatta e lavorare con tutte le sigle sindacali e gli enti istituzionali per salvare migliaia di posti di lavoro. È questo il messaggio dell’incontro che è avvenuto ieri, in diretta streaming, sulla pagina facebook: Fabrizio Cramarossa sindaco di Modugno.

Un dibattito molto seguito dai tantissimi lavoratori che vedono costantemente a rischio il loro futuro lavorativo, bloccati in un limbo di incertezza e di grovigli burocratici. La vicenda Om, che ormai da quasi 10 anni è presente nelle cronache cittadine, è quella più antica ed è anche tutt’ora irrisolta. Gianfranco Micchetti, segretario regionale di Fim Cisl Bari, l’ha definita “la madre di tutte le vertenze, paragonabile a quella della ditta Calabrese. “Sono 150 gli operai intrappolati da ben 9 anni in questa vertenza – ha affermato –  È stato fatto un grande lavoro sullo stare vicino ai lavoratori, una sfida contro burocrazia e giustizia, ne abbiamo passate di cotte e di crude. Con questi lavoratori abbiamo mantenuto la vertenza perché non li abbiamo mai abbandonati e non li abbandoneremo fino a che tutto non sarà risolto”. La proposta dell’azienda Selektica sembrerebbe ancora in piedi, ma manca ancora l’accordo sull’approvvigionamento dei materiali. “Siamo vittime della burocrazia – continua – il 20 maggio c’è stato l’ultimo incontro con la Task-force regionale sulla mobilità in deroga, tra qualche settimana ci sarà un reskilling dei lavoratori per il supporto e l’apporto che questi lavoratori potrebbero dare, ad esempio alla Protezione Civile, ma se manca l’accordo per l’approvvigionamento dei materiali, non possiamo partire con le assunzioni. Il numero previsto del progetto Selektica è di 124 lavoratori, in totale ne sono circa 150; rimarrebbero fuori 20 lavoratori che devono essere ricollocati. È necessario adoperarsi per dare opportunità a tutti”.

 

Non meno gravosa la situazione dei dipendenti dell’ex Auchan Modugno, che si sono ritrovati fuori dall’amministrazione diretta di Conad che ha acquisito la gran parte dei punti vendita nazionali ma che non ha voluto gestire direttamente quello di Modugno, per il quale si starebbe trattando la vendita di una parte con una nuova realtà: Despar.

“La vertenza ex Auchan ricade sul territorio pesantemente – ha spiegato Marco Dell’Anna, segretario regionale di Uil Tucs Puglia –  Ormai da un anno stiamo discutendo con Margherita Distribuzioni in maniera complicata e non priva di conflitti. Sono coinvolti ben 140 lavoratori. Margherita sta già aspettando di vendere, ma in questo momento storico c’ è la difficoltà di trovare un unico operatore per tutta la struttura. In questo momento su parte della superficie c’è già una trattativa avviata, forse già conclusa, ma non abbiamo ufficialità della chiusura della trattativa”.

L’ipotesi al momento è quello del licenziamento collettivo prima e riassorbimento poi, ma il tutto starebbe avvenendo senza una comunicazione tra sindacati ed azienda.

“Tutte e tre le sigle hanno sottoscritto un accordo al Mise – ha fatto sapere Antonio Arcadio, segretario regionale Fisascat Cisl Puglia – il sindacato deve ricollocare e riqualificare tutte le risorse. Il modello dell’ipermercato è in crisi. Auchan è andato via e noi ci troviamo ora con un gruppo imprenditoriale, Conad, che deve fare la sua parte. Si era parlato di esuberi zero, ma qui non abbiamo nulla di certo. Se l’ipermercato sarà diviso dobbiamo avere la possibilità di ricollocare tutti. Abbiamo bisogno della politica per combattere per i lavoratori”.

La possibilità di un’agitazione sindacale imminente è sempre più concreta. Anche se lo sciopero, che sarebbe dovuto avvenire fine aprile, è stato bloccato dal Dpcm, l’avvio della Fase 2 potrebbe riportare i lavoratori in piazza.

“Lo sciopero si può fare – ha dichiarato Barbara Neglia di Filcams Cigl Puglia –  non si può fare il tradizionale sciopero con la manifestazione, ma il diritto allo sciopero rimane, nessuno ci vieta di farlo. Ci troviamo davanti ad una serie di persone che subiscono il fascino dell’azienda e hanno paura della perdita dei posti di lavoro. Abbiamo bisogno che l’azienda parli con noi. Abbiamo necessità di parlare anche a livello nazionale, di riprende il filo della matassa, ma non solo a livello territoriale. Ci erano stati promessi esuberi zero, ma così non sembra. C’è necessità di chiarezza e, se non ci dovesse essere, noi siamo pronti allo sciopero”.

Ultima, ma non per importanza, vertenza trattata quella deI dipendenti del Mercatone Uno.

“La vertenza Mercatone uno risale al 2015 quando gli operai furono messi in cassa integrazione per alcune ore per via della crisi aziendale – ha specificato Ruggero Rutigliano Rsa Uil Bari –  Nel 2018 c’è stata la chiusura di Mercatone Uno con amministrazione straordinaria e parecchi punti vendita acquisiti da un unico marchio, una olding. Durante questa gestione ci siamo ridotti le ore lavorative, per permettere a tutti di lavorare. A Modugno siamo 45 dipendenti. Dopo 9 mesi l’azienda è fallita, l’accordo era che doveva rimanere in piedi per due anni. Dopo il fallimento si è ritornati in amministrazione straordinaria Mercatone uno, ma i nostri contratti sono rimasti in cassa integrazione straordinaria. La media degli operai è di 40-45 anni. Le esigenze economiche giornaliere non sono cambiate e operai sono in difficoltà. Il nostro problema non è la cassa integrazione, ma tornare al lavoro. Noi vogliamo lavorare”.

Trattando di queste vertenze, che riguardano famiglie e lavoratori, non semplici numeri, ci si è resi conto di quanto, più che mai, sia necessaria la cooperazione di tutte le forze in campo, politiche, amministrative e sindacali.

“I lavoratori non devono essere lasciati soli – ha concluso il candidato sindaco Fabrizio Cramarossa – riproporremo i contenuti di questa riunione al presidente della task force regionale Leo Caroli, che non ha potuto partecipare per motivi di salute, ma siamo convinti che solo rafforzando l’idea di rete e attraverso la cooperazione attiva tra politica, enti istituzionali e sindacati, si potrà ridare un futuro e dignità alle numerose famiglie che ancora oggi si trovano a dover combattere contro un futuro lavorativo incerto”.