RITORNARE A FARE SQUADRA PER FAR RINASCERE LO SPORT A MODUGNO.

Proposte di una nuova gestione per la ripartenza degli impianti

Lo sport non è solo divertimento, ma ha un preciso ruolo sociale di benessere e crescita. La nostra città da sempre esprime un movimento sportivo di tutto rispetto, ma non abbastanza seguito ed alimentato. Ben 45 società attive sul territorio, tra agonistiche e non, quasi 2500 iscritti, con un totale di più del 10% della popolazione che pratica attività. Numeri impressionanti che richiederebbero strutture adeguate, data la richiesta, ma che la nostra città non riesce ad esaudire. Impianti scarsi, non a norma, inadeguati per attività sportive agonistiche e per le squadre che, pur raggiungendo altissimi livelli professionali, sono costretti a ricercare altrove quello che Modugno non da. Non parliamo solo dell’ormai triste e abusata vicenda delle Piscine comunali, ex fiore all’occhiello dello sport cittadino, ora in quasi completo degrado, ma di un completo ripensamento della gestione degli impianti e delle infrastrutture che non può prescindere dal dialogo con le società sportive. Ci sono voluti dai 3 ai 4 anni per far adottare lo strumento del Project financing. Nel frattempo i danni sono aumentati e da una prima proposta di 750/800mila euro il computo dei danni ha generato una gara bandita per 1 milione e 550 mila euro di lavori e 150mila euro di oneri aggiuntivi, per un totale di 1 milione e 700 mila euro. Per il palazzetto dello sport, che altro non è che un benemerito “palestrone” della città, c’è l’ipotesi di un mutuo di circa un milione di euro, che servirebbe all’efficientamento energetico, impianto fotovoltaico, e demolizione e ricostruzione della palazzina dei servizi, spogliatoi e docce. Quanto conviene, ad una città assetata di infrastrutture, spendere questi soldi per una struttura che, pur rimessa a norma, risulterà comunque poco agibile per l’agonismo?

 

Ancora una volta richiamiamo l’appello al “fare comunità”. Un’amministrazione che fa il bene dei cittadini non può non confrontarsi con i bisogni di quelle realtà che da anni sono presenti sul territorio, e che si occupano di sport anche ad alti livelli. Come si fa programmazione rispetto al riavvio dell’impiantistica sportiva? Ne abbiamo parlato con dei rappresentanti del settore: Elio Sannicandro, rappresentante consigliere nazionale del Coni per il sud, Gianni Balsamo, direttore sportivo dell’unione pallavolo Asd Modugno, Gianna Pascazio, direttore tecnico della società di ginnastica “Tersicore”, Tonio Cafagno, fiduciario comunale del Coni, Gerry Maselli vice presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Virtus Modugno, Rosario Zappia, presidente dell’Asd handball pallamano Casavola, Matteo Martucci Zecca, allenatore dei giovanissimi del centro sportivo Oratorio e Clara Mongelli, mamma e allenatrice di Giorgia Borracci, campionessa regionale di canoa disciplina k1 e k2.

Una testimonianza di come l’attuale amministrazione abbia sempre avuto un atteggiamento di chiusura verso le società è stata data dal fiduciario comunale del Coni Tonio Cafagno : “ Per quanto riguarda lo sport c’è stata una disattenzione importante della pubblica amministrazione. Ho provato a cercare un dialogo in occasione del rifacimento delle palestre scolastiche, per far si che corrispondessero a canoni agonistici e che potessero essere usate dalle società, ma la risposta è stata che le palestre sono comunali e che la questione non riguardava le società”. Far funzionare lo sport in unna città non significa solo mettere a disposizione impianti funzionali e a norma, ma anche promuovere una qualità di vita maggiore per gli stessi cittadini “ Modugno deve immaginare un piano dello sport che guarda non solo alla domanda interna, ma anche al grande potenziale attrattivo turistico che potrebbe generare – ha spiegato Elio Sannicandro, rappresentante consigliere nazionale del Coni per il sud – Gli sport ambientali all’area aperta sono spesso scelti come vacanze alternative e una città con delle strutture a norma e una viabilità green ed ecosostenibile potrebbe essere di grande interesse per questo tipo di turismo. Un’amministrazione sensibile a questi temi vede le società sportive come degli alleati e cresce con la loro esperienza”.

Sul ruolo dei preparatori sportivi come formatori di vita ed educatori degli adulti del domani Gianna Pascazio,  direttore tecnico della società di ginnastica “Tersicore”: “Noi formiamo gli adulti del domani – ha specificato – siamo degli educatori a tutti gli effetti che insegnano la disciplina, abnegazione e rispetto delle regole. È fondamentale fare all’attività sporttiva il giusto merito e i giusti spazi”.

 

L’occasione mancata riguardo ad una errata gestione dell’ambito sportivo non riguarda solo il turismo, ma anche le gare agonistiche. Modugno è fucina di eccellenze in molte discipline, ma una volta raggiunti alti livelli si è costretti a migrare verso i paesi limitrofi per avere le strutture idonee a continuare. Un esempio ne è la campionessa regionale della disciplina canoa, specialità K1 e k2, Giorgia Borracci, rappresentata dalla mamma Clara Mongelli, che ha raccontato come, dopo la chiusura della piscina comunale, sua figlia sia stata costretta a trasferirsi al Cus di Bari, per il quale gareggia e vince. Se ci fosse stato un impianto agibile e di prestigio, come lo erano le piscine, forse Giorgia gareggerebbe con i colori di Modugno. Alla domanda se sia utile portare avanti un progetto di riqualificazione del “palestrone” la risposta che hanno dato Gianni Balsamo Gianni Balsamo, direttore sportivo dell’unione pallavolo Asd Modugno e Rosario Zappia, presidente dell’Asd handball pallamano Casavola, è stata un fermo no. Va bene metterlo a norma, ma un plesso di quel genere sarà sempre inadeguato per ospitare le gare agonistiche degli sport in cui le squadre locali costituiscono una punto di diamante, questo perché, come spiega Balsamo, non sarà mai un vero e proprio palasport. Rosario Zappia, che da tempo si batte per la creazione di nuovi spazi per gli sport, ha esposto il suo progetto, risalente al 2013, della Tendastruttura, un’idea a basso costo e realizzabile in tempi brevi di una struttura al coperto, polifunzionale, che avrebbe potuto rispondere alle esigenze di tutti gli sport. Modugno non manca di spazi, si potrebbero ricavare ampliamenti attraverso un accordo con i privati per usare le zone a servizi limitrofe agli impianti già esistenti, senza le solite guerre sante alle quali siamo da lungo tempo abituati. Ma lo sport può essere anche una cura e una speranza per i tanti diversamente abili che ne gioverebbero. A questo proposito Gerry Maselli, vice presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Virtus Modugno, ha esposto il suo progetto di rivalutazione dell’impianto Chiccolino, di zona Cecilia, per far fare attività ai ragazzi disabili. Grazie a questa idea, in collaborazione con Aspa Puglia Onlus, un’associazione di familiari di bimbi autistici, si potrebbe non solo recuperare una struttura abbandonata in un quartiere periferico, ma anche dare a questi bambini diversamente abili e ai loro genitori una nuova possibilità di miglioramento. Lo sport diventa quindi un diritto che tutti dovrebbero poter esercitare. Matteo Martucci Zecca, allenatore dei giovanissimi del centro sportivo Oratorio, ha evidenziato come purtroppo questo diritto, a causa della gestione dei pochi impianti a norma esistenti da parte di privati che mettono al primo posto il profitto, non se lo possono permettere tutti. Per questo una futura amministrazione non potrà prescindere dal mettere in piedi un chiaro piano condiviso dello sport.

“Modugno è una città che invece di supportare i suoi campioni e le sue eccellenze li dimentica, costringendoli ad allontanarsi per perseguire i loro obiettivi e sogni – conclude Fabrizio Cramarossa – la nostra sfida sarà quella di ritornare a investire su di loro e farli sentire finalmente valorizzati come meritano di essere”.